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L’inversione funzionale: mettere il carro davanti ai buoi!

L’inversione funzionale: mettere il carro davanti ai buoi!

Chi mai si sognerebbe di mettere il carro davanti ai buoi? Chi acquisterebbe una macchina con le ruote anteriori rigide e le posteriori sterzanti, che girando a destra fanno andare a sinistra e viceversa? L’inversione funzionale è il far precedere quello che segue a quello che viene prima. Potrebbe essere anche l’anteporre le conseguenze alla motivazione o all’azione.

Il normale e funzionale andamento dell’interazione vede al primo posto l’attuazione del bisogno e poi la conseguente saturazione. La ricerca del cibo porta alla consumazione (dato primario) e la soddisfazione ed il piacere sono il feedback edonico (dato secondario). Quando il dato secondario viene fatto precedere il primario, si ha un capovolgimento, cioè un’inversione funzionale. Succede che la motivazione adattiva e funzionale ceda il posto al dato secondario. La funzione adattiva dice che si mangia per vivere e non si vive per mangiare; si genera ricchezza per stare meglio e non si sta meglio perché si è accumulato ricchezza; si è felici perché si ama e non si ama perché si è felici; ecc.

L’inversione funzionale capovolge letteralmente il normale processo di causa ed effetto, ponendo al primo posto come motivazione l’effetto, posponendo la causa al ruolo di effetto, mettendo per l’appunto il carro davanti ai buoi.

In natura la prestazione genera l’effetto. Ogni animale per mangiare, accoppiarsi e sopravvivere deve darsi da fare. L’uomo spesso dimentica questa semplice regola. Allora c’è lo studente che pretende il bel voto senza passare per l’impegno, il ladro che pretende di accedere alle cose senza passare per l’acquisto, il mafioso che vuole l’appalto senza passare per la gara. Ciò accade più frequentemente di quanto non si immagini ed è la causa maggiore dei mali nel mondo.

Nella vita quotidiana si va soggetti all’inversione funzionale continuamente ed ha un nome ben preciso la pretesa. I vizi ne sono un lucido esempio, anche se il soggettivismo culturale tenda miseramente a giustificarli.

L’inversione funzionale dell’invidia risiede nel disprezzare i successi ed il bene degli altri nella malcelata pretesa di nascondere i propri fallimenti. Questo vizio è il terreno fertile per le ideologie del sospetto.

Nella superbia a governare è la presunzione scontata e certa della propria superiorità sugli altri rispetto all’impegno che va posto nel raggiungimento dei risultati per superare i propri limiti.

Nell’ira la pretesa è che niente sia di ostacolo e tutto vada secondo le aspettative rispetto al fatto primario che la realtà e gli altri seguano regole ed intenti non necessariamente in linea con i nostri.

Nella gola il piacere e la soddisfazione vengono ritenute più importanti del fatto nutritivo e primario funzionale alla vita che possiede il cibo e sia qualunque altro uso delle cose. Il cibo e le cose sono per la vita, mai viceversa.

Nella lussuria il godimento (dato secondario) vien anteposto al fatto unitivo funzionale alla vita che rappresenta il sesso nel rapporto interpersonale. Il sesso è per l’amore e per la vita, mai viceversa.

L’avarizia pone il possesso, l’accumulo (dato secondario) al primo posto, mentre le cose e la ricchezza sono per la vita, mai il contrario.

Infine gli accidioso, i pigri vivono nella pretesa che i risultati del buon andamento delle cose e della vita (dato secondario) avvengano senza impegno e l’assunzione di responsabilità.

Il metter il carro davanti ai buoi, l’inversione funzionale, è segno di analfabetismo emotivo.

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