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La gelosia, ovverosia la frenesia degli affetti

La gelosia, ovverosia la frenesia degli affetti

Uno dei bisogni affettivi fondamentali è sicuramente il bisogno d’appartenenza. Appartenere è il dato originale che ci vede dentro il Noi di madre/figlio. L’essere umano passa continuamente da una appartenenza all’altra. Si appartiene ai genitori, alla famiglia, alla scuola, alla propria cultura, ai gruppi di riferimento ecc. In assenza di appartenenza l’essere umano cade nella solitudine o peggio nella depressione.
Purtroppo la vita ci mette presto di fronte all’abbandono, e per necessità, come il venire al mondo lasciando un grembo caldo, e per crescita nell’intento di diventare autonomi. Il distacco non è mai piacevole e per alcuni può rivelarsi traumatico per effetto di trascuratezze affettive e spesso per maltrattamenti. L’effetto di carenza che si fissa nella memoria del bambino si tramuta nel tempo in ricerca ossessiva di legami simbiotici per saturare le ferite infantili. Il trauma inferto al senso di appartenenza col tempo si riverbera anche in quel modo di pensare che confonde l’appartenere con il possesso.
Il “mio” affettivo è l’appartenere, il condividere, l’esser solidali, ma mai possesso inalienabile. L’altro è titolare di libertà ed è sempre libero di uscire dalla relazione, giacché il legame relazionale poggia sulla scelta, e quando questa vien meno si deve lasciar andare. Non va dimenticato che nella relazione il No è prevalente sul Sì, giacché chi vuole andarsene può farlo sempre, anche di fronte all’insistente Sì dell’altro.
L’emozione che segnala il timore di perdere l’altro è la gelosia.
È un’emozione complessa, poiché ne include altre più semplici, come la paura di perdere l’altro, la rabbia contro chi insidia il legame, l’affetto per l’altro e la tristezza nella lontananza o nell’abbandono.
Normalmente la gelosia certifica la presenza d’un sano sentimento d’affetto e di attaccamento. Ma quando la rabbia per l’abbandono diventa prevalente rispetto alle altre emozioni incluse, allora si è davanti alla gelosia patologica.
I gelosi nel timore dell’abbandono cercano continue conferme e sono prevalentemente tristi, perché l’Altro è vissuto come termine di una relazione incerta. Finché la gelosia rimane nell’ambito dell’appartenenza ha la funzione di ravvivare la relazione, esprime l’importanza del legame e attiva emozioni positive. Quando invece dall’appartenenza si passa al possesso, il sentimento diventa patologico e distruttivo. Il confine fra le due gelosie diventa chiaro quando si comprende che l’Altro è sempre soggetto e mai oggetto. La relazione poggia sulla libera scelta, mai sull’imposizione.
La sana gelosia chiede, la patologica pretende, ciò che è frutto di dono diventa diritto e il diniego dell’Altro può esser il pretesto o il presunto diritto allo stalking e alla rappresaglia distruttiva, quella di tanti lutti quotidiani della violenza domestica.

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