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GUARIRE CON IL PERDONO … seguito di testimonianza precedente

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“Sono sempre Barbara.

Ho terminato la prima testimonianza lasciandovi a 23 gocce di antidepressivo e ansiolitico a necessità.

Bene. L’ultimissima è che da una settimana non prendo più l’antidepressivo.

Parlando con Carluccio esce che sto cercando di diminuire gradualmente l’antidepressivo. Mi chiede quante gocce assumo al giorno e rispondo che sono scesa a 20. Lui mi guarda e mi dice che la quantità che prendo è davvero insignificante a livello mentale e che è solo il mio corpo che non accetta il fatto di chiudere il ns rapporto di “amicizia”.

Ne parla con un amico medico e mi passa il suo indirizzo mail. Faccio presente che ho conosciuto il medico in questione lo scorso giugno, in un corso che ha tenuto Carluccio con un suo altro amico medico, a San Bonifacio. Spero ricordiate le due gitarelle che ho fatto da sola in auto …

Scrivo al medico in questione e gli chiedo come posso smettere di prendere l’antidepressivo. Mi risponde dicendo di scendere da 20 a 10 nella settimana successiva e da 10 a 0 in quella ancora successiva. Il tutto, ovviamente, affiancato ad una cura che mi avrebbe aiutata nel piano d’azione.

La mia forma mentis si ribella. Oddio, 10 gocce in una settimana. Non ce la posso fare. Così mi consulto con lui e gli comunico quella che potrebbe essere una soluzione più adatta alla mia forma mentis. Diminuire di 2 gocce la settimana fino ad arrivare a 0. Mi risponde e mi dice che non c’è problema solo che mi ci sarebbe voluto più tempo. Vi informo che, la cura che mi ha affiancato era in punture. Ne ho fatte ben 50, ma ne è valsa la pena. Ora mattina e sera, assumo tintura madre di iperico. Rimedio assolutamente naturale. Devo essere onesta con voi, prendo sempre (a necessità) l’ansiolitico, ma pure quello sta diminuendo.

Nel periodo in questione ho due episodi che mi riportano ai bei tempi bui andati.

Il primo un mattino, verso le 12. Sono a casa, non ricordo cosa stessi facendo, ma inizia a prendermi la testa e il respiro si fa corto e affannato. Chiamo mia mamma. Solitamente, quando capisco che l’ansiolitico non può tamponare la situazione, cerco di spostare il pensiero in altre direzioni. Ma per fare questo mi serve qualcuno. Mamma arriva, andiamo in cucina, e si siede e mi guarda. Capite, mi guarda. E mi guarda ancora. Non stacca gli occhi da me. E questo mi manda ancora più fuori di testa. Perché? Ma perché deve parlarmi o farmi parlare! Così bevo. E mi accendo la tv. Sono seduta davanti alla tv, con mia mamma che mi fissa, una bottiglia di acqua in mano e guardo la tv. La guardo senza vederla, né sentirla. Solo la guardo. E mi lascio andare completamente. Mi dico (e qui vi prego lasciatemi passare il francesismo) ma che si fotta, se deve prendermi il cervello che lo faccia. BAM! Respiro normale. In un batter d’occhio. E penso, tra me e me, mah …

Una settimana dopo sto dormendo. Sogno di essere in auto. Guido veloce, forse scappo da qualcosa. Il respiro inizia a farsi irregolare, di nuovo fame d’aria. So, nel sogno, che non riuscirò a raggiungere le dannate gocce. Così mi fermo e rimango a guardare, a sentire, a cercare di cogliere cosa sta accadendo. E di nuovo BAM! Respiro regolare.

Ogni tanto rompo le scatole a Carluccio per i miei sogni strampalati. Così la mattina lo chiamo e inizio a raccontargli il sogno. Lui è uno forte, anzi fortissimo, e non lascia che gli racconti tutto il sogno ma mi ferma a quando gli dico che non riesco a respirare e neppure a raggiungere le dannate gocce. Inizia a farmi l’analisi del sogno e, ad un certo punto gli dico: “Carluccio, le gocce non mi sono servite, perché (come nell’episodio della settimana precedente) nel sogno mi sono fermata e sono rimasta a guardare”. Penso che abbia fatto un salto sulla sedia perché, quando gliel’ho detto mi fa: “siamo a cavallo, il sogno ti dice che anche a livello inconscio hai capito che le gocce non servono e stai prendendo questo metodo come collaudato”.

Che dire. Ora sono felice di aver smesso il Dropaxin e iniziato a prendere la tintura madre. Un passo l’ho fatto, tra un po’ ne farò un altro per diminuire e, magari, smettere pure la tintura madre.

Altra cosa, sono tornata agli studi, dopo aver affrontato il grande ostacolo rappresentato da papà (pensavo non fosse in grado di capire la materia scelta, lui è uno che se non ti sporchi le mani, non hai lavorato).

Sembra stia riprendendo in mano le redini della mia vita e la cosa è strafica!

Un pensiero positivo a tutti Voi,

 Barbara

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