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Emozioni: 6. Paura

All’opposto della fiducia si situa la paura, brutta emozione, ma utile.

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Chi ne fosse privo, non riconoscendo o sottovalutando il pericolo, mette a rischio la propria sopravvivenza.

Avere paura è sano, non averla è indice di psicopatia, non possedendo un cervello efficacemente dotato della facoltà che lo preservi dai pericoli. Andare a tirare la barba ad un leone non è coraggio, ma morte assicurata! Tutti gli animali hanno paura.

Fin dalla nascita gli esseri umani sono dotati di alcune paure fondamentali. Gli animali in genere lo sono istintivamente, mentre l’essere umano ha paura fin da piccolo del buio, dell’altezza, dei rumori forti e della solitudine, mentre le altre paure vengono acquisite per apprendimento o per condizionamento.

paura del buio

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La paura è seconda solo alla rabbia come ricchezza di termini che la includono. Diffidenza, smarrimento, scoraggiamento, sospetto, timore, spavento, orrore, ansia, trepidazione, sgomento, inquietudine, preoccupazione, nervosismo, tremore, terrore, sconvolgimento, sfiducia, fifa, insicurezza, ossessione, panico, fobia sono alcuni delle centinaia di termini che descrivono la paura.

La sensazione paurosa è caratterizzata da forte spiacevolezza e dalla spinta ad evitare qualcosa che appare rischioso, segnalato da un allarme interno al cervello che arriva al corpo, il quale immediatamente si immobilizza o prende la fuga.

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Questo meccanismo è talmente forte che può attivarsi anche in presenza d’un evento inaspettato, seguito dall’automatica risposta di trasalimento, di evitamento e protezione. Quando si è attaccati alcuni gesti, come il coprirsi il volto, l’abbassarsi o il proteggere la pancia, scattano automaticamente.

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La paura è essenzialmente caratterizzata da grande tensione, che può sconfinare nell’immobilità. La spinta alla fuga è tanto maggiore quanto è più repentina la comparsa del pericolo, quanto è maggiore il danno immaginato e quanto è più alta la vicinanza reale o presunta e la voluminosità dello stimolo pericoloso. La paura è data dal sentimento di insicurezza che si accompagna alla sensazione negativa degli effetti psicofisiologici, come l’esser molto tesi, congelati (brividi di paura) e rimpiccioliti, al punto di desiderare di sparire. Insieme alla spinta alla fuga è presente spesso anche il desiderio di capire la situazione per superare l’incertezza e l’ignoto che accompagnano la paura.

Purtroppo famiglia, cultura, società inventano sempre nuove paure per controllare le persone e limitarne la libertà. Qualche volta si condizionano ed inculcano paure irrazionali, dette fobie, che nulla hanno a che fare col pericolo. L’utilizzo della paura nell’apprendimento è controproducente, perché il cervello produce una proteina che inibisce la memoria per ricordare solo il pericolo.

L’essere umano non tollera a lungo la paura, perciò o la rimuove oppure mette in atto la distruttività, anche contro se stesso. Non va dimenticato mai che il suo utilizzo per condizionare gli altri è criminale.

Vivere in uno stato di paura ed ansia costante non è sano e nel tempo porta a conseguenze negative sulla salute oltre che sulla qualità della vita.

Un semplice suggerimento è chiedersi se la condizione d’ansia in cui si vive, sia una vera questione di vita o di morte. Gran parte delle nostre paure sono frutto di ingigantimenti di ciò che reputiamo pericolo.

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Lo sono le paure sociali, il temere il giudizio degli altri, le pretese celate dietro le eccessive aspettative che esercitiamo su noi stessi. Fermarsi e chiedersi cosa ci sta preoccupando o spaventando è già un iniziare a depotenziare le nostre paure. Gran parte delle nostre paure esistono infatti solo nella nostra mente

paura di sbagliare

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più che nella realtà.

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