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Pasqua: metafora del perdono

Attraversare il mare?

Attraversare il mare!

Attraversare il mare?

Ma a chi verrebbe in mente una cosa del genere? Eppure questo evento dal simbolismo sconvolgente ci interroga da millenni: potente figura della vicenda umana.

Da una parte la schiavitù e le succulente cipolle d’Egitto e dall’altra il deserto prima della promessa della terra dove scorre il latte ed il miele.

In mezzo il mare e tutta la paura e la fatica dell’attraversata.

La Pasqua è figura della nostra anima. Da una parte le nostre cattiverie (captivus in latino vuol dire schiavo), che sono il nostro Egitto ricco di acredini e dipendenze; dall’altra il cammino nel deserto verso la promessa di felicità. Ed in mezzo il mare delle fatiche, delle decisioni e dei distacchi.

PASSARE?

PASSARE?

Pasqua è la potente metafora del perdono.

L’Egitto sono tutti i nostri rancori ed odi portati avanti dalle piccole e grandi vendette quotidiane. Il mare che separa dalle sponde della libertà è là, invalicabile, minaccioso e profondo e non si apre se non vogliamo e decidiamo di perdonare.

Poi viene il deserto che purifica le resistenze e la memoria per poter arrivare innocenti alla terra dell’amore.

Tre passaggi: Egitto, mare e deserto, e terra promessa. E tre momenti per un perdono pasquale.

Primo: prendere consapevolezza delle proprie cattiverie, schiavitù, rancori ed odi.

Secondo: volere e decidere di perdonare ed insistere nel tempo, perché non basta passare il mare delle vendette, ma anche il deserto dei ricordi rancorosi.

Terzo: chiedere per l’Altro, più di quanto non si desideri e voglia per se stessi.

Se vogliamo che la Pasqua accada in noi, passiamo per il sepolcro del perdono, pregando in noi così:

“Signore, Tu sai quanta sofferenza questa persona mi ha inflitto, ora voglio far Pasqua con Te, perciò decido e voglio perdonarla e Ti chiedo per lei più di quanto io non desideri e chieda per me stesso”.

Gli ebrei hanno impiegato quarantanni per arrivare alla Terra Promessa e Cristo tre giorni per risorgere. Perdonare è un continuo passaggio e non un atto magico che basta una volta per tutte, ma uno stile interiore di vita.

La terra dell’amore è là, oltre il mare ed il deserto del perdono, ma poi regalerà il sorriso della felicità.

 

Oltre la soglia il CIELO!

Oltre la soglia del perdono il CIELO!

B U O N A   P A S Q U A .

 

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